
Articolo specialistico bocca e respirazione
Secchezza della boccaPerché la bocca si secca
Bocca secca al mattino, sete durante la notte, una lingua che si attacca al palato? Qui scopri che cosa fa la saliva, quali cause può avere la secchezza della bocca, dai farmaci alla respirazione orale, quando dovresti farla valutare e perché una cavità orale chiusa ermeticamente è uno schema fatto di respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa.
Ti suona familiare?
La bocca è secca anche se bevi abbastanza?
Cosa vale per te?
Tocca ciò che vale per te.
Se ti ritrovi in più punti, vale la pena capire da dove viene la secchezza. Farmaci e malattie vanno valutati da un medico. Se non c’entra né l’una né l’altra cosa, secondo noi la causa, di regola, è il modo in cui respiri, soprattutto di notte. Questo schema si può allenare.
Cosa succede di notteLe cause più frequentiL’essenziale in breve
- La saliva forma un film sottilissimo su oltre 200 centimetri quadrati di mucosa. Protegge denti e mucosa, rende il cibo deglutibile e durante il sonno è quasi esaurita.
- La secchezza della bocca ha molte possibili cause: farmaci, malattie come il diabete o la sindrome di Sjögren, l’età e la respirazione orale, soprattutto di notte. Una secchezza persistente va valutata da un medico, i farmaci prescritti non li sospendi di tua iniziativa.
- Se la bocca è secca soprattutto al mattino, secondo noi di regola dipende dalla bocca aperta durante la notte. Una cavità orale chiusa ermeticamente nasce dall’interazione di respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa, e questo schema si può allenare.
Video
Bocca secca: perché il bicchiere d’acqua non cambia nulla
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Saliva
Che cosa fa la saliva ogni giorno
La saliva si nota solo quando manca. Eppure lavora senza sosta, e su una superficie sorprendentemente grande.
In TV: «JENKE. Experiment. Schlaflos» (ProSieben, 08.10.2026) parla del sonno scarso e delle sue conseguenze. Nella puntata si vede anche il FaceFormer, in relazione al sonno e alla postura. Guarda la puntata gratis su Joyn
Tre grandi coppie di ghiandole forniscono la maggior parte della saliva: la parotide davanti all’orecchio, la ghiandola sottomandibolare all’angolo della mandibola e la ghiandola sottolinguale nel pavimento della bocca. A queste si aggiungono diverse centinaia di piccole ghiandole nella mucosa, controllate dal sistema nervoso vegetativo. A riposo il flusso è scarso, quando si sente il gusto e si mastica aumenta per breve tempo fino a dieci volte1.
misura in media la superficie interna della bocca, determinata su impronte di 20 adulti2
è lo spessore del film salivare che ricopre questa superficie, calcolato nello stesso lavoro2
è il flusso salivare durante il sonno. L’effetto protettivo della saliva di notte viene così in gran parte meno3
Questo film protegge i denti da carie e danni da acidi, la mucosa da infezioni fungine e sfregamento, tampona gli acidi e rende il cibo deglutibile. Non è distribuito in modo uniforme. Le secrezioni delle ghiandole si mescolano solo in parte, e la velocità con cui il film scorre su un punto varia notevolmente all’interno della bocca3.
Xerostomia
Bocca secca: come riconoscerla
La secchezza della bocca è innanzitutto una sensazione. Se scorra davvero meno saliva è una seconda questione.
In termini tecnici la sensazione di bocca secca si chiama xerostomia. È un disturbo che descrivi tu, e non coincide necessariamente con la quantità di saliva misurabile4. È comunque frequente. Un lavoro di rassegna ha riassunto 29 studi sulla popolazione. Nel complesso il 22 % degli intervistati riferiva di avere la bocca secca, tra le persone anziane erano nettamente di più5.
Sensazione appiccicosa
Lingua e guance aderiscono tra loro, parlare diventa più difficile, soprattutto al mattino.
Sete durante la notte
Ti svegli e hai bisogno di un sorso d’acqua, a volte più volte per notte.
Labbra secche
Le labbra sono secche o screpolate, gli angoli della bocca si spaccano più facilmente.
Fatica a deglutire
Con pane secco o biscotti è difficile formare un boccone e deglutirlo.
Patina e alito cattivo
Al mattino la lingua è patinosa, l’alito ha un odore sgradevole.
Spesso le labbra sono la prima cosa che si nota. Se per ore vi passa sopra l’aria respirata, si seccano e si screpolano. Un balsamo per le labbra dà sollievo, ma non cambia nulla dell’aria.
Fai quindi attenzione allo schema che c’è dietro. Se le labbra sono secche soprattutto al mattino e la situazione migliora nel corso della giornata, questo fa pensare che di notte la bocca fosse aperta.

Quando è più secca la tua bocca?
Cause
Cause della secchezza della bocca: una sensazione, molte strade
Dietro una bocca secca possono esserci cose molto diverse. Alcune vanno affidate a un medico, altre stanno nella vita quotidiana.
Al primo posto ci sono i farmaci. Un gruppo di lavoro del World Workshop on Oral Medicine ha analizzato sistematicamente la letteratura specialistica fino al 2013 e ha stilato un elenco dei principi attivi che influiscono in modo dimostrato sulle ghiandole salivari o provocano la sensazione di bocca secca6.
con un livello di evidenza più alto, più altri 50 con livello moderato, provocavano secchezza della bocca o un disturbo delle ghiandole salivari6
della classificazione internazionale dei farmaci erano rappresentati, soprattutto farmaci per digestione, cuore e circolazione, vie urinarie, sistema nervoso e vie respiratorie6
Sindrome di Sjögren
Una malattia autoimmune che colpisce soprattutto le ghiandole salivari e lacrimali. Tipica è la secchezza contemporanea di bocca e occhi, ne sono colpite prevalentemente donne di mezza età7.
Diabete
In tutti gli studi di un lavoro di rassegna spagnolo le persone con diabete lamentavano più spesso una bocca secca rispetto alle persone senza. La qualità degli studi era però bassa8.
Età
Una metanalisi di 47 studi ha rilevato negli adulti anziani un flusso salivare minore, anche indipendentemente dai farmaci9.
Radioterapia
Una radioterapia nella regione della testa e del collo e alcune terapie oncologiche compromettono le ghiandole salivari.
Tensione
Il parasimpatico controlla soprattutto la parte liquida della saliva, il simpatico soprattutto le proteine1. Per saperne di più sul lato del riposo del sistema nervoso leggi l’articolo sul nervo vago.
Con l’età spesso si sommano più fattori. Il flusso salivare diminuisce, si prendono più farmaci e molte persone bevono troppo poco. Alcol la sera e fumo seccano ulteriormente. Vale quindi la pena dare un’occhiata al piano dei farmaci, insieme allo studio medico o alla farmacia.

Se la secchezza della bocca dura da settimane, è comparsa all’improvviso o si aggiungono occhi secchi, sete intensa o bisogno frequente di urinare, falla valutare da un medico. Se prendi farmaci, non sospenderli di tua iniziativa. Se esista un’alternativa lo valuta con te il tuo studio medico.
Secchezza della bocca di notte
Bocca secca al mattino: cosa succede di notte
Molte persone notano la secchezza soprattutto al risveglio. Questo dipende dal sonno stesso e dalla via che prende l’aria respirata.
Durante il sonno il corpo riduce molto la produzione di saliva e deglutisci molto più di rado10. Quanto sia diffusa la secchezza notturna della bocca lo mostra un sondaggio canadese. Il 23 % degli intervistati ha dichiarato di svegliarsi di notte con la bocca secca e di dover bere11. Che cosa succeda nella bocca lo ha misurato un gruppo di lavoro in Nuova Zelanda.
era il valore medio nella bocca durante il giorno, misurato in dieci adulti sani12
era durante il sonno con normale respirazione nasale12
durante il sonno con una clip nasale, cioè con respirazione orale. Il valore scendeva di più e restava basso più a lungo12
La respirazione orale durante il sonno rende quindi la bocca non solo più secca, ma anche più acida, secondo gli autori un possibile fattore per danni da acidi e carie12. Quanto siano legate la bocca secca al mattino e la bocca aperta di notte lo mostra un’indagine israeliana su circa 1.250 adulti. Si svegliavano quasi ogni mattina con la bocca secca13:
del gruppo di confronto da un controllo generale della salute13
delle persone che russavano senza avere pause respiratorie13
delle persone con apnea ostruttiva notturna, con un aumento in base alla gravità fino al 40,7 %13
Come spiegazione gli autori ipotizzano più tempo di sonno con la bocca aperta13. Una bocca secca al mattino ti rivela quindi come respiri di notte. Se russi forte e qualcuno ti riferisce pause respiratorie, leggi l’articolo su russamento e apnea notturna. In quel caso all’inizio ci vuole una misurazione in un laboratorio del sonno.
Respirazione orale
Quando l’aria passa sulla mucosa
La respirazione orale non si limita a seccare. Cambia anche dove arriva la saliva e che cosa succede sulla mucosa.
Attraverso la bocca aperta, a ogni respiro l’aria passa su lingua, palato e denti. Evapora soprattutto acqua, e resta un film addensato che si distribuisce peggio. Dove diventa scarso per primo lo mostra una misurazione di Seul in sei punti della bocca. Il film era più sottile sulla parte anteriore del palato duro e più spesso sulla parte anteriore del dorso della lingua. Con la bocca secca aumentava inoltre il contenuto proteico del liquido rimasto14.
Non conta solo quanta saliva scorre, ma dove arriva.Un flusso salivare nella norma non esclude una bagnatura non uniforme. Per questo in alcuni punti la bocca si secca anche se le ghiandole lavorano.
Lo mostra anche uno studio di San Paolo su 61 adolescenti, 30 dei quali respiravano con la bocca. Non è stata trovata alcuna differenza in velocità di flusso, capacità tampone e contenuto proteico della saliva. In chi respirava con la bocca era aumentato solo l’acido sialico libero, secondo gli autori un indizio di un maggior numero di batteri in bocca15. Chi misura solo la quantità, quindi, non vede che cosa succede sulla mucosa.
Una revisione di Belo Horizonte ha valutato undici studi su bambini e adolescenti. La respirazione orale era associata a più placca, a sanguinamento gengivale più frequente e ad alterazioni delle gengive, mentre per la carie il legame era più debole16. Gli studi considerano un solo momento. Secondo noi, in caso di problemi dentali, la respirazione notturna viene comunque considerata troppo di rado, sebbene di regola faccia parte delle condizioni in cui si trovano denti e gengive ogni notte, in una bocca più secca e più acida.
La bocca è aperta
Durante il sonno la mandibola si abbassa, la lingua è in basso e l’aria passa attraverso la bocca.
Il film si secca
Ora dopo ora l’acqua evapora, e di notte la saliva quasi non si rinnova.
La protezione diminuisce
Il film addensato si interrompe nei punti più sottili.
L’ambiente cambia
La bocca diventa più acida, denti e gengive sono messi più alla prova.
Ti svegli con la bocca secca
Il bicchiere d’acqua inumidisce per qualche minuto e nel frattempo interrompe il sonno. Non cambia nulla nel percorso dell’aria.
Filmato 3D
Respirazione nasale nel sonno: la cavità orale resta chiusa
L’animazione mostra un respiro durante il sonno, in posizione supina e in sezione laterale. L’aria passa attraverso il naso, su lingua e palato non ne scorre.
La triade
Una bocca umida ha bisogno di una cavità orale chiusa
Se di notte la bocca resti aperta non lo decide un proposito. Lo decide lo schema che il tuo sistema nervoso ha memorizzato.
Respirazione
Se respiri con il naso, lì l’aria viene riscaldata e umidificata, e la bocca resta uno spazio chiuso e umido. Per questo il naso deve essere libero. Se un lato è chiuso, spesso si tratta del ciclo nasale.
Deglutizione
A ogni deglutizione la lingua si appoggia al palato e ridistribuisce la saliva, da molte centinaia a mille volte al giorno. Il punto di partenza è la posizione di riferimento della lingua. Per saperne di più leggi l’articolo sulla deglutizione.
Equilibrio della testa
Se la testa è in equilibrio sopra il corpo, la mandibola pende tranquilla e le labbra si toccano senza tensione. Se la testa si sposta in avanti, secondo noi la bocca si apre più facilmente.
Se di notte la bocca resta aperta, secondo noi la causa, di regola, sta in questa interazione e non in labbra troppo deboli. I muscoli che non sono inseriti nella loro funzione non vengono usati e perdono tensione. Ciò che viene usato nella vita quotidiana la mantiene.
Per le ghiandole salivari vale qualcosa di simile. In studi sperimentali regredivano quando per lungo tempo venivano stimolate poco, per esempio con un’alimentazione esclusivamente liquida, e si riprendevano non appena lo stimolo tornava1.

Lo schema si altera
Respirazione orale, una lingua in posizione bassa e un equilibrio della testa alterato, spesso già dall’infanzia.
Il corpo compensa
Il sistema nervoso memorizza la deviazione come schema preferito, di giorno come nel sonno.
La struttura si adegua
Con gli anni si adattano la forma del palato, la posizione dei denti e la postura.
Solo allora arriva il disturbo
La bocca secca al mattino è in molte persone una delle prime conseguenze percepibili. Quando e con quale intensità compaia dipende da entità, durata ed età.
Se saliva e mucosa cambino quando la respirazione nasale viene ripristinata, finora nessuno lo ha studiato in modo mirato. Dalla mancanza di uno studio non segue che il nesso non esista, ma che non è stato verificato. È dimostrato che la respirazione orale durante il sonno rende la bocca più secca e più acida.
Inquadramento
Alleviare la secchezza della bocca e affrontarne la causa
Contro la sensazione di secchezza esistono molti rimedi. Hanno il loro posto, purché sia chiaro che cosa fanno.
Una rassegna di Boston indica le strade più comuni: prodotti che stimolano il flusso salivare, gel e spray per la mucosa, sostituti della saliva e, in caso di secchezza marcata, farmaci soggetti a prescrizione che stimolano le ghiandole4. In malattie come la sindrome di Sjögren o dopo una radioterapia sono spesso indispensabili.
Alleviare il sintomo
- Acqua a piccoli sorsi, anche di notte
- Sostituti della saliva, gel o spray della farmacia
- Umidificazione dell’aria in camera da letto
- Balsamo per le labbra secche
Affrontare la causa
- Verificare i farmaci con lo studio medico o la farmacia
- Far trattare malattie come diabete o Sjögren
- Liberare il naso e mantenerlo libero
- Allenare chiusura della bocca e respirazione nasale come schema
Le due cose non si escludono. Il sollievo rende la notte più sopportabile, ma non cambia nulla della causa.
Gomme da masticare o pastiglie senza zucchero stimolano il flusso salivare per un po’. Nell’allenamento, però, secondo noi rientrano tra le abitudini orali che disturbano l’apprendimento del nuovo schema. Usale quindi con moderazione.
Non raccomandiamo di chiudere la bocca con il nastro di notte. Un cerotto la tiene chiusa dall’esterno, non cambia nulla dello schema che la apre e, con il naso ostruito, toglie la via alternativa. Per saperne di più leggi l’articolo sul mouth taping.
Allenamento
Allenare chiusura della bocca e respirazione nasale
Nel sonno non ci sono propositi. Lì funziona ciò che è memorizzato come schema, e uno schema cambia con una ripetizione precisa e frequente. Il nostro approccio è quindi l’allenamento delle funzioni di base respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa. Crea il presupposto perché la bocca resti chiusa dall’interno e l’aria passi attraverso il naso.
Nell’allenamento FaceFormer il FaceFormer si trova nel vestibolo orale, dietro le labbra e davanti ai denti. La punta della lingua poggia sulla piccola sporgenza dietro gli incisivi superiori, respiri con il naso, la testa è eretta e in equilibrio.
Nell’esercizio di base stringi il cuneo labiale con le labbra, serri brevemente i molari e deglutisci una volta. La pressione negativa tira la lingua contro il palato e la cavità orale è chiusa ermeticamente.

Labbra, lingua, respirazione e testa non le eserciti separatamente, ma nella stessa sequenza.
Di notte porti il FaceFormer ZERO non appena l’esercizio di base è acquisito, circa dalla terza settimana. Sono le labbra stesse a tenerlo, all’inizio scivola fuori più spesso. Per saperne di più leggi l’uso notturno.
- Dal giorno 1
Esercizio di base
Tre volte al giorno per pochi minuti con il FaceFormer ZERO, le ripetizioni le aumenti settimana dopo settimana.
- Da circa la settimana 3
Esercizio di trazione e notte
Si aggiunge l’esercizio di trazione. Di notte porti lo ZERO non appena l’esercizio di base è acquisito.
- Dopo alcune settimane
Passaggio al ONE
Durante il giorno ti alleni con il FaceFormer ONE. È fatto di un materiale più rigido, dimensioni e forma corrispondono allo ZERO. Di notte resta lo ZERO.
- Da circa la settimana 6
Esercizio respiratorio
L’esercizio respiratorio unisce l’allenamento a una respirazione nasale tranquilla e a pause respiratorie che con il tempo si allungano.
- Nell’arco di mesi
Lo schema si svolge da solo
Perché le nuove sequenze si svolgano senza pensarci, il manuale degli esercizi calcola da sei a dodici mesi.
L’app FaceFormer gratuita ti guida negli esercizi di base, tutti i moduli li trovi nelle pagine degli esercizi. Se la tua bocca resta secca nonostante il naso libero e le labbra chiuse, fai valutare da un medico altre cause. Per i bambini vale un piano di esercizi specifico, per saperne di più leggi FaceFormer per bambini.
Vita quotidiana
Bocca secca: cosa puoi fare tu
Lavare i denti prima di dormire
Di notte la saliva quasi non scorre e la sua protezione viene in gran parte meno. Per questo lavarsi i denti subito prima di dormire è particolarmente importante3.
Bere durante il giorno
Distribuisci il bere nell’arco della giornata, invece di recuperare di notte. Acqua o tè non zuccherato sono la scelta migliore, l’alcol la sera secca ulteriormente.
Labbra chiuse, lingua in alto
Le labbra si toccano senza tensione, la punta della lingua è sul punto di riferimento. Controllalo più volte al giorno, per esempio quando sblocchi il telefono.
Controlla il naso prima di dormire
Chiudi brevemente una narice alla volta. Se un lato è più stretto, spesso è il ciclo nasale. Se entrambi i lati restano chiusi a lungo, fallo valutare.
Masticare a fondo
Masticare e sentire il gusto stimolano molto il flusso salivare. Prenditi tempo quando mangi, il cibo solido impegna le ghiandole più delle pappe.
Non sospendere di tua iniziativa ciò che ti è stato prescritto
Se sospetti che la causa sia un farmaco, parlane con il tuo studio medico o in farmacia. L’allenamento si può combinare con una cura medica.
Domande
Domande frequenti
Che cos’è la secchezza della bocca?
La secchezza della bocca, in termini tecnici xerostomia, è la sensazione di avere la bocca secca. Può accompagnarsi a un flusso salivare ridotto in modo misurabile, l’iposalivazione, ma non è detto. Negli studi sulla popolazione ne riferisce circa una persona su cinque, le persone anziane più spesso.
Perché la mattina ho la bocca secca?
Durante il sonno la saliva quasi non scorre e deglutisci più di rado. Se in più la bocca è aperta, l’aria respirata secca per ore il film salivare. In uno studio israeliano la bocca secca al mattino si presentava nelle persone con apnea notturna quasi dieci volte più spesso che nel gruppo di confronto.
Quali farmaci causano secchezza della bocca?
Moltissimi. Un’analisi sistematica ha trovato oltre 100 principi attivi che provocano secchezza della bocca o influiscono sulle ghiandole salivari, nei campi digestione, cuore e circolazione, vie urinarie, sistema nervoso e vie respiratorie. Non sospendere di tua iniziativa un farmaco prescritto, ma parla con il tuo studio medico di possibili alternative.
Quando dovrei andare dal medico per la secchezza della bocca?
Se dura da settimane, compare all’improvviso o si accompagna a occhi secchi, sete intensa, bisogno frequente di urinare, difficoltà a deglutire o ghiandole salivari gonfie. Dietro possono esserci malattie come il diabete o la sindrome di Sjögren, che vanno trattate da un medico.
Bere molto aiuta contro la bocca secca?
Se si beve troppo poco, sì. Chi invece beve più volte durante la notte allevia la secchezza per qualche minuto e nel frattempo interrompe il sonno. Questo non cambia nulla nell’aria che passa sulla mucosa. Una sete frequente di notte è quindi secondo noi un motivo per esaminare la respirazione notturna.
La respirazione orale può favorire carie e infiammazioni gengivali?
Gli studi su bambini e adolescenti mostrano, in caso di respirazione orale, più placca e più sanguinamento gengivale, mentre per la carie il legame è più debole. Dormendo con la bocca aperta, inoltre, la bocca diventa più secca e più acida. Gli studi non mostrano che cosa sia venuto prima. Secondo noi, in caso di problemi a gengive e denti, la respirazione notturna va comunque presa in considerazione.
Che cosa c’entra lo stress con la bocca secca?
Le ghiandole salivari dipendono dal sistema nervoso vegetativo. Il parasimpatico si occupa soprattutto della parte liquida, sotto tensione la saliva diventa più scarsa. Inoltre molte persone sotto stress respirano in modo più superficiale e con la bocca. Per saperne di più leggi l’articolo sul nervo vago.
Il mouth taping aiuta contro la secchezza della bocca?
Non lo raccomandiamo. Un cerotto tiene chiusa la bocca solo dall’esterno e non cambia nulla dello schema che di notte la apre. Che cosa mostrano gli studi lo leggi nell’articolo sul mouth taping.
Posso allenarmi con il FaceFormer nonostante la secchezza della bocca?
Di regola sì. In chi respira con la bocca da molti anni all’inizio a volte si verificano irritazioni della mucosa. In quel caso fai una breve pausa e prosegui con meno ripetizioni o con il FaceFormer ZERO, più morbido. In caso di infiammazione acuta in bocca parlane prima con il tuo studio medico.
Quanto tempo ci vuole perché la bocca al mattino sia meno secca?
Secondo la nostra esperienza molte persone, in cui la causa è la respirazione orale, notano dopo alcune settimane di allenamento costante con uso notturno che al mattino la bocca è meno secca. Non c’è un termine fisso, bisogna perseverare. Perché il nuovo schema funzioni senza pensarci, il manuale degli esercizi calcola da sei a dodici mesi.
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Come proseguire

Fonti
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L’allenamento FaceFormer mira a riportare le funzioni di base respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa a un assetto fisiologico, con chiusura della bocca e posizione di riferimento della lingua, e crea così il presupposto perché i disturbi possano migliorare. Non sostituisce una valutazione medica. Terapiste e terapisti vicino a te li trovi nell’elenco dei terapisti.









