
Articolo specialistico articolazione temporo-mandibolare
Capire la DCMCause invece di sintomi
Dolori alla mandibola, schiocchi, digrignamento e spesso già il secondo o terzo bite. Qui scopri cosa può nascondersi dietro una disfunzione cranio-mandibolare, perché la mandibola è un sistema guidato dai muscoli e come l’allenamento agisce su respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa.
Ti suona familiare?
Disturbi ricorrenti alla mandibola?
Cosa vale per te?
Tocca ciò che vale per te.
Se ti riconosci in più punti, vale la pena guardare oltre l’articolazione temporo-mandibolare: a respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa. È proprio di questo che parla questo articolo.
Vai alle causeCosa puoi fare tu stessoL’essenziale in breve
- La DCM è un termine generico per i disturbi dell’apparato masticatorio e descrive dove fa male, non perché.
- La mandibola è guidata dai muscoli, e questa guida nasce secondo noi di regola dalle funzioni di base respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa.
- Un bite impone alla mandibola una posizione dall’esterno, l’allenamento agisce sulla guida stessa.
Video
Dr. Berndsen spiega la DCM
Das Video lädt erst nach dem Klick. Dann werden Daten an YouTube (Google) übertragen.
Il termine
Che cos’è la DCM?
DCM sta per disfunzione cranio-mandibolare, letteralmente un disturbo funzionale tra cranio (cranium) e mandibola (mandibula). Il termine riunisce i disturbi dell’apparato masticatorio, come dolori alla muscolatura masticatoria e all’articolazione temporo-mandibolare, schiocchi della mandibola, un’apertura della bocca limitata, digrignamento e serramento dei denti. Spesso si aggiungono mal di testa e dolori al collo, acufeni o vertigini. Nella letteratura specialistica internazionale lo stesso ambito si chiama disturbi temporo-mandibolari, in breve TMD.
La DCM descrive dove fa male. Non perché.È importante ciò che il termine non fa. La DCM descrive dove fa male e che cosa non funziona più bene. Non spiega perché. Come «mal di testa», la DCM è una descrizione e non una causa. Chi si ferma alla diagnosi tende a cercare la soluzione dove compaiono i disturbi, e non dove nascono.
Per capire i collegamenti aiuta uno sguardo alla meccanica. La mascella superiore è saldamente unita al cranio. Mobile è solo la mandibola, e non poggia sulle sue articolazioni. È sospesa in un sistema muscolare composto dal muscolo massetere, dal muscolo temporale, dai muscoli pterigoidei e dai muscoli del pavimento orale, collegati tramite l’osso ioide a collo e nuca. La sua posizione è in ogni momento il risultato di un equilibrio tra muscoli elevatori, muscoli abbassatori e forza di gravità.
Anche quando non stai masticando, questi muscoli lavorano. Le registrazioni di singole fibre muscolari mostrano nel muscolo temporale, a mandibola rilassata, un’attività di base continua1. Allo stesso tempo l’attività dei muscoli masticatori diminuisce nettamente non appena le arcate dentali si trovano a pochi millimetri di distanza2. La mandibola viene quindi tenuta sospesa con pochissimo sforzo, e i denti si toccano solo brevemente durante la deglutizione e la masticazione. Quanto bene riesce questa guida determina se l’articolazione temporo-mandibolare viene scaricata o continuamente sollecitata.
Sintomi tipici della DCM
Dolori alla mandibola
Dolori davanti all’orecchio, alla guancia o alla tempia, spesso durante la masticazione, lo sbadiglio o al mattino al risveglio. I muscoli masticatori sembrano stanchi o induriti.
Schiocchi e sfregamenti della mandibola
Uno schiocco o uno sfregamento nell’articolazione temporo-mandibolare all’apertura e alla chiusura. Nasce quando il disco articolare non segue più in modo tranquillo il condilo.
Apertura della bocca limitata
La bocca non si apre più del tutto, all’apertura la mandibola devia da un lato, oppure dare grandi morsi diventa difficile.
Digrignamento e serramento dei denti
Bordi dei denti consumati, denti sensibili, tensione al mattino. Nelle persone altrimenti sane il bruxismo è considerato un comportamento che può diventare un fattore di rischio, e non una malattia a sé3.
Mal di testa e dolori al collo
Mandibola e parte superiore del collo condividono nel tronco encefalico gli stessi punti di connessione. Il dolore può quindi essere trasmesso tra viso e collo in entrambe le direzioni4.
Acufeni e vertigini
L’articolazione temporo-mandibolare si trova proprio davanti al condotto uditivo. Acufeni, pressione nell’orecchio o vertigini vengono quindi spesso messi in relazione con la DCM. Se compaiono per la prima volta, vanno fatti valutare da un medico.
Filmato 3D
I muscoli guidano la mandibola
L’animazione mostra in 45 secondi perché nella DCM guardiamo prima ai muscoli e non all’occlusione. Le linee verdi indicano un equilibrio bilanciato, quelle rosse una trazione disomogenea.
Cause
Cause della DCM: lo sguardo prima dell’articolazione
A lungo l’occlusione è stata considerata la principale indiziata: se i denti non combaciano bene, l’articolazione temporo-mandibolare verrebbe sollecitata in modo scorretto. La ricerca offre un quadro diverso.
Una revisione sistematica non ha trovato alcuna correlazione clinicamente rilevante tra occlusione e DCM. Gli autori consigliano di abbandonare questo vecchio modello5.
Lo studio OPPERA ha seguito persone inizialmente senza disturbi. Disturbi concomitanti nella zona della bocca e del viso e un sonno in peggioramento predicevano più fortemente una successiva DCM6.
Secondo noi il punto di partenza sta di regola ancora prima, nelle funzioni di base respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa. Funzionano 24 ore su 24, a ogni respiro e in molte centinaia fino a migliaia di atti di deglutizione al giorno7. Insieme determinano come lingua, labbra e muscoli masticatori guidano la mandibola. Chiamiamo questa interazione sistema funzionale triadico. È all’inizio di molte catene causali, e la DCM ne è spesso un anello tardivo e ben visibile.
Respirazione
Chi respira abitualmente con la bocca perde la chiusura tranquilla delle labbra. La lingua si abbassa, la mandibola pende più in basso, i muscoli intorno a bocca e guance lavorano meno e la guida laterale della mandibola si indebolisce. In esperimenti su animali con il naso chiuso, gli animali tenevano la mandibola più in basso e sviluppavano a poco a poco un viso e un’occlusione diversi8. Che la respirazione orale influenzi lo sviluppo di mascelle e dentatura lo riassume anche la letteratura più recente9. In un’indagine trasversale su 945 bambini e ragazzi, i segni di DCM erano nettamente più frequenti in chi respirava con la bocca10. Uno studio del genere mostra una correlazione, ma da solo non dice nulla sulla direzione.
Deglutizione e posizione di riferimento della lingua
Molti cercano la giusta «posizione di riposo della lingua». In realtà la lingua non è mai del tutto a riposo, viene continuamente riaggiustata, eppure tutti capiscono che cosa si intende. Noi parliamo di posizione di riferimento della lingua. La punta della lingua poggia sul palato, su un piccolo rilievo dietro gli incisivi superiori, la papilla incisiva, senza toccare i denti. Da lì la lingua si appoggia al palato e contribuisce a sostenere la posizione della mandibola. Se manca questo appoggio o se la lingua durante la deglutizione spinge contro i denti, massetere e muscolo temporale si assumono compiti di sostegno per cui non sono fatti. Questo si ripete a ogni deglutizione.
Equilibrio della testa
Se la testa sta davanti al corpo invece che sopra di esso, per esempio durante un lungo lavoro al computer, cambiano la posizione e la trazione dell’osso ioide e con esse la trazione dei muscoli del pavimento orale sulla mandibola. Anche il collo lavora allora contro il peso della testa. In uno studio randomizzato con 60 pazienti con DCM i disturbi sono migliorati nettamente di più con un allenamento posturale che con semplici indicazioni comportamentali, soprattutto in chi aveva la testa molto avanti rispetto alle spalle11.
E lo stress? Ha un ruolo, ma secondo noi piuttosto da amplificatore. Spiega perché i disturbi si manifestano proprio ora, e colpisce il punto che è già sotto sforzo.
Come da una funzione alterata può nascere la DCM
La funzione di base si altera
Respirazione orale, una lingua in posizione bassa, deglutizione con spinta della lingua o una testa che sta davanti al corpo. Spesso inizia nell’infanzia e resta a lungo inosservato.
I muscoli perdono il loro compito
Labbra, guance e lingua non sono più inserite nella loro funzione propria, vengono usate poco e perdono tensione. Altri muscoli subentrano.
La trazione sulla mandibola diventa disomogenea
Massetere e muscolo temporale mantengono una tensione di base, il pavimento orale tira in modo diverso attraverso l’osso ioide, la guida laterale si indebolisce. La mandibola devia.
L’articolazione temporo-mandibolare porta il carico
Articolazione e disco articolare vengono sollecitati in modo disomogeneo. Compaiono schiocchi, dolore, apertura limitata, serramento o digrignamento.
I disturbi si estendono
Attraverso i punti di connessione comuni di mandibola e collo seguono mal di testa e dolori al collo. Ora il quadro riceve un nome, DCM, eppure si trova alla fine della catena.
Un percorso come lo sentiamo spesso
Anna e sei bite
Dr. Berndsen descrive nel suo libro il percorso di una paziente arrivata nel suo studio a 32 anni. La sua storia rappresenta quella di molte persone che vengono da noi con una DCM.
due lunghi trattamenti ortodontici, tre denti permanenti estratti
bite per il bruxismo, bite speciale, infine un dispositivo antirussamento
trattamento della DCM con fisioterapia e osteopatia, alla fine la pianificazione di un intervento alla mandibola
- Infanzia
Bocca aperta
Infezioni, otiti medie, interventi alle adenoidi. Anna respira con la bocca già da neonata, più tardi si aggiungono sigmatismo e logopedia.
- Adolescenza
Apparecchi ortodontici
Due lunghi trattamenti ortodontici. Quando il retainer si stacca, gli incisivi tornano indietro in pochi giorni.
- Poco dopo i 20 anni
Sei bite
Mal di testa, vertigini, collo contratto. Diagnosi DCM, un bite dopo l’altro. Dopo quattro anni si sente piuttosto peggio.
- Più avanti
Russamento
Pause respiratorie notturne. Un bite di avanzamento mandibolare dovrebbe aiutare, ma di notte la bocca si apre ancora di più.
- A 32 anni
Lo sguardo all’indietro
Insieme a lei Dr. Berndsen ripercorre il cammino a partire dai primi anni di vita. La terapia si concentra ora su respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa. Dopo sei settimane Anna avverte i primi cambiamenti.
Diverse specialità intervengono, ma guardano sempre la stessa porzione.Dr. Berndsen la chiama «terapia dei sintomi in variazione». Ogni singolo passo era comprensibile. La domanda su cosa avesse causato il reperto stesso è rimasta aperta.
La storia di Anna è un caso singolo tratto dal libro «Trust the Triad». Ogni decorso è diverso, non c’è alcuna garanzia di risultati.
Bite
Inquadrare il bite e il bite per il bruxismo
Il trattamento più frequente nella DCM è il bite, chiamato anche bite per il bruxismo, placca occlusale o bite Michigan. Dovrebbe proteggere i denti dall’usura, rilassare i muscoli masticatori e scaricare l’articolazione temporo-mandibolare. Molte persone interessate avvertono un sollievo nelle prime settimane.
A questo si aggiunge un secondo punto. Nella posizione sospesa i denti non si toccano, ed è proprio allora che i muscoli masticatori lavorano con il minimo sforzo2. Un bite inserisce una superficie di plastica tra le arcate dentali e crea un contatto dove altrimenti non ce ne sarebbe. Secondo noi questo tiene la muscolatura masticatoria piuttosto al lavoro, invece di scioglierla dal suo schema.
Cosa dicono gli studi
Revisione Cochrane: nessuna prova che i bite allevino il dolore più di nessun trattamento o di un trattamento minimo12.
Metanalisi: beneficio a breve termine del bite di stabilizzazione, in seguito alla pari con altri metodi13.
Revisione Cochrane attuale con circa 2.800 partecipanti: i dati non bastano per un giudizio14.
Vediamo i bite in modo critico.La mandibola è guidata dai muscoli, da lingua, labbra, muscoli masticatori e collo. Un bite le impone dall’esterno una posizione, ma su questa guida non cambia nulla. È proprio questa guida che regoliamo con l’allenamento.
Come una stampella
Chi si rompe una gamba usa per un po’ le stampelle. Scaricano il peso e aiutano nella vita quotidiana. Ma si torna a camminare solo quando l’osso si è saldato, e questo non lo fa la stampella. Così intendiamo il bite: in caso di disturbi forti può dare sollievo a breve termine. Secondo la nostra esperienza, però, questo effetto con il tempo si attenua, e poi segue il bite successivo. La causa che sta dietro non la raggiunge. Il motivo per cui la mandibola ha bisogno di un sostegno sta nella sua guida muscolare, ed è proprio lì che agisce l’allenamento.
Dalla pratica conosciamo un decorso tipico. Il primo bite porta sollievo, i disturbi ritornano, segue un nuovo bite, in più fisioterapia, osteopatia o una molatura selettiva dei denti. Ognuna di queste misure può alleviare temporaneamente i disturbi. Se gli stessi reperti ritornano, è un segnale che le condizioni che li generano continuano invariate. Lo chiamiamo terapia dei sintomi in variazione.
Se porti un bite prescritto, non lo sospendi di tua iniziativa. Di giorno ti alleni senza limitazioni. Bite e FaceFormer non li porti in bocca contemporaneamente. Se di notte il FaceFormer debba prendere il posto del bite, lo discuti con il tuo studio dentistico.
Bite e allenamento a confronto
Bite
- Impone dall’esterno una posizione alla mandibola quando si chiude la bocca
- Dovrebbe proteggere i denti dall’usura e scaricare l’articolazione temporo-mandibolare
- Agisce finché viene portato
- Crea un contatto tra i denti dove altrimenti sarebbero sospesi
- Respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa non vengono allenati
- Beneficio sul dolore dimostrato in modo incerto secondo le revisioni sistematiche
Allenamento
- Agisce sulla guida muscolare della mandibola
- Allena insieme chiusura delle labbra, respirazione nasale, posizione di riferimento della lingua ed equilibrio della testa
- L’obiettivo sono sequenze che nella vita quotidiana funzionino correttamente da sole
- Richiede la tua collaborazione, tre volte al giorno per pochi minuti
- Di notte con il FaceFormer ZERO, non appena l’esercizio di base è consolidato
- Gli schemi cambiano nell’arco di mesi, non da un giorno all’altro
Un bite prescritto non lo sospendi di tua iniziativa. Bite e FaceFormer non li porti contemporaneamente. Se di notte il FaceFormer debba prendere il suo posto, lo discuti con il tuo studio dentistico.
Nel modello 3D
Quattro condizioni a confronto
Tocca una condizione. Le linee mostrano se la mandibola è guidata al centro.




In equilibrio
I muscoli masticatori tirano in modo uniforme su entrambi i lati, come mostrano le linee verdi: la mandibola è centrata. La lingua poggia sul palato, l’aria passa attraverso il naso.
Quando lo schema perde l’equilibrio
Se i muscoli tirano in modo disomogeneo, la mandibola si sposta e le linee divergono. L’articolazione temporo-mandibolare porta il carico. Da qui possono nascere disturbi.
Con il bite
Il bite centra la mandibola dall’esterno quando si chiude la bocca. I muscoli masticatori, qui in rosso, lavorano contro il bite. Sulla guida muscolare in sé non cambia nulla.
L’approccio dell’allenamento
L’allenamento agisce sulla guida stessa: chiusura delle labbra, posizione di riferimento della lingua, respirazione nasale ed equilibrio della testa. L’obiettivo è che i muscoli tornino a guidare la mandibola in modo uniforme, anche senza prestarci attenzione.
Botox
Botox nei muscoli masticatori: paralizzato non significa guidato
Nella DCM e nel bruxismo oggi si inietta anche tossina botulinica, in breve Botox, nel massetere e nel muscolo temporale. Paralizza i muscoli per un po’. Questi muscoli però fanno parte di un sistema funzionale che guida la mandibola insieme a lingua, labbra e collo. L’iniezione non cambia nulla in questa guida, e nell’immobilizzazione i muscoli non imparano un nuovo schema. Secondo noi questa conseguenza viene considerata raramente, e il disturbo funzionale che sta dietro può così piuttosto consolidarsi che risolversi.
Anche gli studi invitano alla prudenza. Una sintesi di 18 revisioni sistematiche sulla DCM di origine muscolare ha rilevato meno dolore rispetto al placebo, nessun vantaggio rispetto ai trattamenti standard e nessun miglioramento della mobilità della mandibola. Allo stesso tempo gli autori hanno visto un rischio più alto di effetti collaterali su tessuto muscolare e osseo e consigliano di usare il Botox solo come ultima possibilità16.
Il nostro approccio
Esercizi per la DCM: allenare le funzioni di base
Se la guida della mandibola nasce dalle funzioni di base, è lì che si trova anche il punto di intervento. Secondo noi la correzione di respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa nella DCM non è una possibilità tra tante, ma la premessa. Se poi serva ancora altro si decide nel singolo caso.
Che l’esercizio attivo possa avere un effetto nella DCM lo mostra la ricerca sulla terapia con esercizi. Una metanalisi di studi randomizzati ha trovato per gli esercizi mandibolari effetti moderati a breve termine su dolore e apertura della bocca15. Molti di questi programmi allenano la mobilità della mandibola. La terapia FaceFormer interviene un passo prima, sulle funzioni che guidano la mandibola.
Il FaceFormer è un dispositivo di allenamento in silicone che si trova nel vestibolo orale, davanti ai denti e dietro le labbra. Le labbra lo tengono, la respirazione passa attraverso il naso e, grazie alla depressione nella bocca, la lingua si appoggia al palato. Così chiusura delle labbra, respirazione nasale, posizione di riferimento della lingua e schema di deglutizione vengono allenati in un’unica sequenza. Non conta la forza, ma lo schema.
Il meccanismo che sta dietro è semplice. I muscoli che non sono più inseriti nella loro funzione propria vengono usati poco e perdono la loro tensione, mentre altri subentrano e vengono sovraccaricati. L’allenamento consolida le funzioni di base in modo che nella vita quotidiana tornino a funzionare correttamente. Allora i muscoli vengono usati nel loro compito proprio, e la trazione sulla mandibola può tornare a bilanciarsi.
Come si struttura l’allenamento
- Giorno 1
Esercizio di base
Modulo 1, tre volte al giorno, con poche ripetizioni che aumenti di settimana in settimana.
- Settimana 3
Esercizio di trazione e notte
Si aggiunge il modulo 2. Di notte porti lo ZERO. Se di notte porti un bite, chiariscilo prima con il tuo studio dentistico.
- Settimana 6
Rotazione per l’equilibrio della testa
Il modulo 8 collega labbra e lingua con l’equilibrio della testa, per guidare e stabilizzare le articolazioni temporo-mandibolari.
- Più avanti
Passaggio al ONE
Per l’allenamento di giorno. ZERO e ONE hanno le stesse dimensioni e la stessa forma, cambia solo la durezza del materiale.
- Da 6 a 12 mesi
Finché funziona da sé
È il tempo che il manuale degli esercizi calcola perché le nuove sequenze diventino automatiche.
L’app gratuita FaceFormer guida gli esercizi di base, tutti i moduli li trovi nelle pagine degli esercizi. Se desideri essere accompagnato, nell’elenco dei terapisti trovi studi che lavorano con la terapia FaceFormer.
Perché allenamento e non sostegno
Immagina che il tuo rovescio a tennis non riesca. Nessuno ti metterebbe il braccio in un tutore per migliorare il colpo. Un tutore potrebbe costringere il movimento su una traiettoria finché è applicato, ma il tuo braccio non imparerebbe nulla. Alleni il colpo finché non è consolidato, e a un certo punto non ci pensi più. Così il sistema nervoso impara gli schemi di movimento, andando in bicicletta, parlando e deglutendo. Ciò che è ancorato come programma si svolge da sé. Secondo noi per la mandibola vale lo stesso. La sua guida è uno schema di movimento, e gli schemi di movimento si possono allenare.
La DCM nella vita quotidiana: cosa puoi osservare tu stesso
Denti sospesi
Durante la giornata fai attenzione se i tuoi denti si toccano. Tranne quando mastichi e deglutisci, sono leggermente distanziati e le labbra sono chiuse. Se ti sorprendi a serrare, stacca i denti e appoggia la punta della lingua al palato.
Trovare la posizione di riferimento della lingua
Con la punta della lingua tasta il piccolo rilievo dietro gli incisivi superiori. Lì è nella posizione giusta, senza spingere contro i denti. Pensarci soltanto però non basta, la posizione deve instaurarsi come schema.
Osservare la respirazione nasale
Respiri con il naso mentre leggi, fai sport e di notte? Una bocca secca al mattino può essere un segnale di respirazione orale notturna. Chiudere la bocca con un nastro adesivo non è una soluzione: la chiude meccanicamente e non cambia lo schema.
Equilibrio della testa davanti allo schermo
Sistema schermo e sedia in modo che la testa resti sopra il corpo e non si sposti in avanti. Brevi pause in cui bilanci liberamente la testa tolgono carico a collo e mandibola.
Concedere pause ai muscoli masticatori
Masticare gomme per ore tiene i muscoli masticatori al lavoro senza pause. In una piccola osservazione senza gruppo di confronto, 26 adolescenti su 30 con cefalea cronica stavano meglio dopo un mese senza gomme da masticare, e tutti i 20 che hanno ricominciato hanno avuto di nuovo disturbi dopo pochi giorni17. Mastica possibilmente da entrambi i lati e dai alla mascella il tempo di ritrovare la posizione di riposo sospesa.
Abbandonare le vecchie abitudini
Succhiarsi il pollice, mangiarsi le unghie, mordersi le labbra o risucchiarle allenano labbra, lingua e muscoli masticatori proprio nello schema che vuoi sostituire con l’allenamento. Finché restano, secondo noi lavorano contro l’allenamento, e le vecchie sequenze tornano più facilmente. Fai attenzione a quando compaiono e mettici al loro posto la chiusura delle labbra e la posizione di riferimento della lingua.
Iniziare con delicatezza
All’inizio l’allenamento può farsi sentire nella muscolatura masticatoria come un indolenzimento muscolare. In quel caso riduci le ripetizioni nell’app e aumenti più lentamente, la forza non è l’obiettivo. Se senti dolore dopo la notte, sospendi l’uso notturno e continui ad allenarti di giorno.
Quando andare a breve da un professionista
Se all’improvviso la bocca si apre a fatica o non si chiude più, dopo un incidente, in presenza di gonfiore o febbre, va fatta vedere da un dentista o da un medico.
Conclusione
Le cose più importanti sulla DCM
La guida della mandibola nasce da respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa.La DCM descrive i disturbi dell’apparato masticatorio, ma non li spiega. La mandibola è guidata dai muscoli, e questa guida nasce da respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa. Secondo noi è lì che di regola si trova il punto di partenza, ed è lì che agisce l’allenamento. Un bite impone alla mandibola una posizione, ma sulla sua guida non cambia nulla. Maggiori informazioni sulle basi le trovi in Come agisce la terapia FaceFormer?.
Domande
Domande frequenti
Che cos’è la DCM (disfunzione cranio-mandibolare)?
La disfunzione cranio-mandibolare (DCM) è un termine generico per i disturbi dell’apparato masticatorio, cioè della muscolatura masticatoria, dell’articolazione temporo-mandibolare e del contatto tra i denti. Il termine descrive dove si presentano i disturbi, ma non ne spiega la causa. A livello internazionale si parla di disturbi temporo-mandibolari (TMD).
Quali sintomi sono tipici della DCM?
Tipici sono dolori alla mandibola, schiocchi o sfregamenti nell’articolazione temporo-mandibolare, un’apertura della bocca limitata, digrignamento e serramento dei denti e muscoli masticatori stanchi al mattino. Spesso si aggiungono mal di testa e dolori al collo, a volte acufeni, pressione nell’orecchio o vertigini. Acufeni o vertigini di nuova comparsa vanno fatti valutare da un medico.
Quali sono le cause della DCM?
Secondo le revisioni sistematiche, l’occlusione ha un ruolo molto più piccolo di quanto si sia creduto a lungo. Secondo noi il punto di partenza sta di regola nelle funzioni di base respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa. Esse determinano come lingua, labbra e muscoli masticatori guidano la mandibola. Lo stress agisce piuttosto da amplificatore.
Il bite aiuta nella DCM?
Molte persone con un bite provano inizialmente sollievo. Gli studi mostrano al massimo un beneficio a breve termine, e le revisioni sistematiche, tra cui una revisione Cochrane, considerano incerti i dati disponibili. Vediamo i bite in modo critico, perché impongono dall’esterno una posizione alla mandibola senza cambiare nulla nella sua guida muscolare.
Il Botox nei muscoli masticatori ha senso nella DCM?
Il Botox paralizza per un po’ i muscoli masticatori e può attenuare il dolore. Non cambia nulla nella guida della mandibola, e nell’immobilizzazione i muscoli non imparano un nuovo schema. Una sintesi di 18 revisioni sistematiche non ha trovato alcun vantaggio rispetto ai trattamenti standard e un rischio più alto di effetti collaterali su tessuto muscolare e osseo; gli autori considerano il Botox come ultima possibilità. Secondo noi interviene all’estremità sbagliata della catena.
Posso combinare FaceFormer e bite per il bruxismo?
Di giorno ti alleni con il FaceFormer senza limitazioni. Bite e FaceFormer non li porti in bocca contemporaneamente. Se di notte il FaceFormer ZERO debba prendere il posto del bite, lo discuti con il tuo studio dentistico.
Quali esercizi ci sono per la DCM?
La terapia FaceFormer non ha un esercizio speciale per la DCM. Inizi con l’esercizio di base tre volte al giorno, dalla terza settimana circa si aggiungono l’esercizio di trazione e l’uso notturno, dalla sesta settimana circa la rotazione per l’equilibrio della testa, che viene impiegata per guidare e stabilizzare le articolazioni temporo-mandibolari. L’app gratuita guida gli esercizi di base.
Lo schiocco della mandibola è pericoloso?
Lo schiocco indica che il disco articolare non segue più in modo tranquillo il condilo. Senza dolore e con un’apertura della bocca libera non è motivo di preoccupazione, ma è comunque un segnale di una guida disomogenea. Se all’improvviso la bocca si apre a fatica o non si chiude più, va fatta vedere a breve da un dentista.
Quanto dura l’allenamento nella DCM?
Dipende dalla situazione di partenza. Schemi consolidati negli anni cambiano nell’arco di mesi. Perché le nuove sequenze diventino automatiche, il manuale degli esercizi calcola da sei a dodici mesi. Come evolveranno i tuoi disturbi in questo periodo non si può prevedere nel singolo caso.
Un bite protegge i denti in caso di digrignamento (bruxismo)?
Sì, questa protezione la offre. Quando si digrigna e si serra, lo smalto non sfrega più contro lo smalto, ma contro la resina. Questo preserva la sostanza dura del dente dall’usura. Il bite però non cambia nulla nello schema da cui nascono digrignamento e serramento. Per questo lo consideriamo una stampella: protegge i denti, ma non raggiunge la guida muscolare della mandibola.
Significa: mai più bite?
Il nostro video sulla DCM si intitola «Mai più bite?», e il punto interrogativo è da prendere sul serio. Un bite impone dall’esterno una posizione alla mascella; secondo noi è una stampella. L’obiettivo dell’allenamento è che la mandibola torni a essere guidata dai muscoli e che il bite possa col tempo diventare superfluo. Se e quando questo riesca nel tuo caso non si può prevedere; il percorso lo fai passo dopo passo con il tuo studio dentistico.
Una guida mandibolare alterata può essere collegata anche a dolori alla schiena o alle ginocchia?
Secondo noi entrambi possono essere anelli della stessa catena causale. L’equilibrio della testa determina, tramite l’osso ioide e i muscoli del pavimento della bocca, anche il modo in cui viene guidata la mandibola e, al tempo stesso, il modo in cui collo e colonna vertebrale sostengono la testa. Se la testa sta costantemente davanti al corpo, la postura deve adattarsi. Che una catena del genere prosegua fino alle ginocchia non è dimostrato e nel singolo caso non si può dire in modo generalizzato.
Approfondisci
Altri articoli dalla sezione Conoscenze
Testimonianze sul tema
Come proseguire

Fonti
- Yilmaz G, Uginčius P, Sebik O, Türker KS (2015). Tonic activity of the human temporalis muscle at mandibular rest position. Archives of Oral Biology 60(11):1645-1649. PMID 26351747. Fonte
- Michelotti A, Farella M, Vollaro S, Martina R (1997). Mandibular rest position and electrical activity of the masticatory muscles. Journal of Prosthetic Dentistry 78(1):48-53. PMID 9237146. Fonte
- Lobbezoo F, Ahlberg J, Raphael KG et al. (2018). International consensus on the assessment of bruxism: Report of a work in progress. Journal of Oral Rehabilitation 45(11):837-844. PMID 29926505. Fonte
- Biondi DM (2005). Cervicogenic headache: a review of diagnostic and treatment strategies. Journal of the American Osteopathic Association 105(4 Suppl 2):16S-22S. PMID 15928349. Fonte
- Manfredini D, Lombardo L, Siciliani G (2017). Temporomandibular disorders and dental occlusion. A systematic review of association studies: end of an era? Journal of Oral Rehabilitation 44(11):908-923. PMID 28600812. Fonte
- Slade GD, Ohrbach R, Greenspan JD et al. (2016). Painful Temporomandibular Disorder: Decade of Discovery from OPPERA Studies. Journal of Dental Research 95(10):1084-1092. PMID 27339423. Fonte
- Lear CS, Flanagan JB, Moorrees CF (1965). The frequency of deglutition in man. Archives of Oral Biology 10:83-100. PMID 14262163. Fonte
- Harvold EP, Tomer BS, Vargervik K, Chierici G (1981). Primate experiments on oral respiration. American Journal of Orthodontics 79(4):359-372. PMID 6939331. Fonte
- Lin L, Zhao T, Qin D, Hua F, He H (2022). The impact of mouth breathing on dentofacial development: A concise review. Frontiers in Public Health 10:929165. PMID 36159237. Fonte
- Alpaydin MT, Alpaydin T, Torul D (2024). Do symptoms and signs of temporomandibular disorders have an association with breathing pattern: a cross-sectional study on Turkish children and adolescents. BMC Oral Health 24:721. PMID 38914975. Fonte
- Wright EF, Domenech MA, Fischer JR (2000). Usefulness of posture training for patients with temporomandibular disorders. Journal of the American Dental Association 131(2):202-210. PMID 10680388. Fonte
- Riley P, Glenny AM, Worthington HV et al. (2020). Oral splints for temporomandibular disorder or bruxism: a systematic review. British Dental Journal 228(3):191-197. PMID 32060462. Fonte
- Kuzmanovic Pficer J, Dodic S, Lazic V et al. (2017). Occlusal stabilization splint for patients with temporomandibular disorders: Meta-analysis of short and long term effects. PLoS One 12(2):e0171296. PMID 28166255. Fonte
- Singh BP, Singh N, Jayaraman S et al. (2024). Occlusal interventions for managing temporomandibular disorders. Cochrane Database of Systematic Reviews 9:CD012850. PMID 39282765. Fonte
- Dickerson SM, Weaver JM, Boyson AN et al. (2017). The effectiveness of exercise therapy for temporomandibular dysfunction: a systematic review and meta-analysis. Clinical Rehabilitation 31(8):1039-1048. PMID 27697824. Fonte
- De la Torre Canales G, Câmara-Souza MB, Ernberg M, Al-Moraissi EA, Grigoriadis A, Poluha RL, Christidis M, Jasim H, Lövgren A, Christidis N (2024). Botulinum Toxin-A for the Treatment of Myogenous Temporomandibular Disorders: An Umbrella Review of Systematic Reviews. Drugs 84(7):779-809. PMID 38900335. Fonte
- Watemberg N, Matar M, Har-Gil M, Mahajnah M (2014). The influence of excessive chewing gum use on headache frequency and severity among adolescents. Pediatric Neurology 50(1):69-72. PMID 24188910. Fonte
Inizia
Pronto per l’allenamento?
L’app gratuita FaceFormer guida gli esercizi di base, conta con te e ti ricorda le sessioni. Se lo desideri, ti accompagna uno studio dell’elenco dei terapisti.

FaceFormer ZERO + ONE
Entrambe le durezze del materiale per l’inizio, il giorno e la notte. Il set per adulti.

FaceFormer ZERO
Il FaceFormer più morbido per iniziare, per i bambini e per la notte.

FaceFormer ZERO set per bambini
ZERO con box igienico, custodia in peluche e libretto dei progressi con timbri.
L’allenamento FaceFormer mira a riportare le funzioni di base respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa a un assetto fisiologico, con chiusura della bocca e posizione di riferimento della lingua, e crea così il presupposto perché i disturbi possano migliorare. Non sostituisce una valutazione medica. Terapiste e terapisti vicino a te li trovi nell’elenco dei terapisti.









