Testa instabile: articolazioni cranio-cervicali instabili ed equilibrio della testa

Articolo specialistico equilibrio della testa

Testa traballante?Quando la testa non trova un sostegno sicuro

La testa sembra pesante o insicura, nella parte alta del collo senti schiocchi e nel referto c’è scritto «articolazioni della testa instabili»? Qui scopri cosa si nasconde dietro la cosiddetta testa traballante, quanto è sicura la diagnosi, cosa mostrano gli studi sulla fusione chirurgica e perché alleniamo l’equilibrio della testa insieme a respirazione e deglutizione.

Ti suona familiare?

La testa non sta più ferma in modo sicuro, e nessuno trova il motivo?

Cosa vale per te?

Tocca ciò che vale per te.

Se valgono più punti, vale la pena guardare da vicino come viene sostenuta la tua testa. La sicurezza delle articolazioni della testa deriva da legamenti, muscoli e soprattutto dallo schema con cui il sistema nervoso impiega questi muscoli. Questo schema si può allenare.

Che cosa significa qui instabileCosa mostrano gli studi sulla fusione
Questo non sostituisce una visita. Ti mostra solo dove puoi continuare a leggere in questo articolo.

L’essenziale in breve

  • «Testa traballante» non è un termine tecnico. Di regola non si intende un tremolio visibile, ma la sensazione che la testa non abbia un sostegno sicuro. Un tremore visibile va fatto valutare da un neurologo.
  • Le articolazioni della testa compiono buona metà della rotazione della testa e sono guidate dalle ossa solo in minima parte. La loro stabilità dipende dai muscoli e dal controllo che impiega questi muscoli. Se lo schema di controllo è alterato, secondo noi subentra l’apparato di sostegno.
  • La diagnosi di instabilità cranio-cervicale senza un reperto chiaro è incerta, e i dati degli studi sulla fusione sono scarsi. Per questo interveniamo sullo schema di respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa, che si può allenare.

Video

Articolazioni della testa instabili e testa traballante: che cosa c’è dietro

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Termine

«Testa traballante»: che cosa si intende

Chi cerca «testa traballante» raramente intende la stessa cosa. Per questo vale la pena prima scomporre il termine.

La «testa traballante» non la trovi in nessun manuale di medicina, eppure si capisce subito che cosa si intende. Molte persone interessate non descrivono una testa che oscilla visibilmente avanti e indietro. Descrivono una testa che sembra pesante, insicura o mal sostenuta. Nei referti si parla allora di instabilità cranio-cervicale, articolazioni della testa instabili o rachide cervicale instabile, cioè di un’instabilità della colonna cervicale nel tratto superiore.

Sensazione che la testa non stia ferma in modo sicuro

  • Sensazione di pesantezza, la testa deve essere «tenuta»
  • Schiocchi o sfregamenti nella parte alta del collo
  • Dolore al collo e alla nuca, spesso con tensione alla mandibola
  • Breve insicurezza nei movimenti rapidi della testa

Tremore o cenni visibili della testa

  • La testa si muove ritmicamente senza che tu lo voglia
  • Gli altri lo vedono, spesso più forte in situazioni di tensione
  • Può far parte di un tremore o di una distonia
  • Va fatto valutare da un neurologo

Entrambe le cose nella vita quotidiana vengono chiamate «testa traballante». Se la tua testa trema o annuisce in modo visibile e involontario, fatti visitare da un neurologo.

Dr. Klaus Berndsen descrive quindi la testa traballante come una testa squilibrata. Questo si vede in tutto il corpo: le spalle cadono in avanti, il passaggio verso la nuca è più angolato, sotto seguono iperlordosi lombare e bacino spinto in avanti. La domanda quindi non è tanto quale legamento sia troppo debole, quanto perché la testa non resti più in equilibrio da sola.

Anatomia

Due piccole articolazioni sostengono tutta la testa

Le articolazioni della testa sono le articolazioni più mobili della colonna vertebrale. È proprio questo che le rende dipendenti da una guida.

La testa poggia su due articolazioni. Quella superiore collega l’osso occipitale alla prima vertebra cervicale, l’atlante, e sostiene soprattutto il movimento di annuire. Quella inferiore collega l’atlante alla seconda vertebra cervicale, l’epistrofeo (axis), ed è responsabile della rotazione. Insieme si chiamano articolazioni della testa, e la regione si chiama giunzione cranio-cervicale.

Questo tratto è assicurato da legamenti, perché la forma delle ossa dà poco sostegno. I legamenti alari (ligamenta alaria) limitano la rotazione, il legamento trasverso dell’atlante tiene in posizione il dente dell’epistrofeo. Il resto lo fanno i muscoli.

Modello 3D: base del cranio, rachide cervicale superiore e mandibola con i muscoli della parte anteriore e laterale del collo.
Modello 3D: base del cranio, rachide cervicale superiore e mandibola con i muscoli della parte anteriore e laterale del collo.
52%

dell’intera rotazione della testa la compiva l’articolazione tra atlante ed epistrofeo, in media 37,9 su 72,4 gradi, misurati con la TC in 20 adulti sani1

da 4 a 5kg

pesa circa la testa di un adulto. Questo peso è in equilibrio su due articolazioni che insieme sono alte solo pochi centimetri

242fusi

per grammo di muscolo ha contato un gruppo di ricerca nel muscolo obliquo inferiore della testa, uno dei muscoli brevi della nuca, studiato su feti2

Le articolazioni della testa non sono costruite sulle ossa. Sono costruite sul controllo.Elevata mobilità con poca guida ossea significa: la stabilità deriva dai tessuti molli e dal lavoro muscolare, e questo lavoro muscolare lo regola il sistema nervoso.

Catena causale

Instabile significa secondo noi: lo schema di controllo è alterato

I muscoli brevi della nuca sotto l’osso occipitale sono meno motori di forza e più sensori. Questo cambia il modo di guardare all’instabilità.

I fusi neuromuscolari sono sensori nella fibra muscolare che segnalano continuamente quanto un muscolo viene allungato. Nei muscoli brevi della nuca sono molto fitti2. Attraverso di essi il cervello sa dove si trova la testa in quel momento. Quanto sia importante lo ha mostrato un gruppo di ricerca di Parigi. 30 persone con dolore al collo, dopo un movimento attivo della testa, ritrovavano la posizione di partenza in modo misurabilmente peggiore rispetto a 30 persone sane3.

Anche la divisione del lavoro tra i muscoli si sposta. Un gruppo australiano ha registrato direttamente i flessori profondi anteriori del rachide cervicale in dieci persone con e dieci senza dolore cronico al collo. Nel compito di annuire in modo molto fine, i muscoli profondi del gruppo con dolore lavoravano più debolmente. Il grande sternocleidomastoideo e lo scaleno anteriore mostravano invece una tendenza a una maggiore attività, statisticamente però non confermata4. Lo strato profondo lavora meno, quello superficiale subentra.

  1. Lo schema di controllo si altera

    La respirazione orale, una lingua in posizione bassa e una testa che si sposta in avanti cambiano la situazione di partenza. L’equilibrio fine dei muscoli brevi della nuca perde il suo punto di riferimento.

  2. L’apparato di sostegno compensa

    Trapezio, sternocleidomastoideo ed elevatore della scapola si assumono ciò che il controllo fine non riesce più a fare. Il sistema nervoso memorizza questa soluzione sostitutiva come schema preferito.

  3. La struttura riceve il carico

    Legamenti e capsule articolari sono sotto trazione continua, nella parte alta del collo agiscono più forze di taglio. Il tessuto si adatta, e le articolazioni della testa vengono descritte come «lasse» o «instabili».

  4. Compaiono i disturbi

    Dolore al collo e mal di testa, tensione alla mandibola, insicurezza nei movimenti della testa, la sensazione di una testa traballante. Quando e quanto dipende dall’entità, dalla durata della compensazione e dall’età.

Sdraiati sulla schiena, con la testa appoggiata piatta. Annuisci leggermente, come se dicessi «sì», senza sollevare la testa. Che cosa succede?

Sistema esterno e sistema interno

I grandi muscoli sostengono, i piccoli bilanciano

Nel modello funzionale cranio-cervicale, in breve CCFM, Klaus e Sabine Berndsen distinguono due sistemi che sostengono la testa.

Il sistema esterno è costituito dai grandi muscoli superficiali come il trapezio e lo sternocleidomastoideo. Proteggono la testa contro la forza di gravità e guidano i movimenti grossolani. Sotto si trova il sistema interno. Ne fanno parte i muscoli brevi sotto l’osso occipitale e i muscoli di lingua, osso ioide e pavimento orale, che stabilizzano la testa dal davanti.

Il sistema esterno sostiene, il sistema interno bilancia. La grande muscolatura del collo è, secondo noi, abbastanza forte in molte persone. Ciò che manca è la regolazione fine.

Modello 3D: trapezio e sternocleidomastoideo, i grandi muscoli di sostegno del sistema esterno.
Modello 3D: trapezio e sternocleidomastoideo, i grandi muscoli di sostegno del sistema esterno.

Come un albero maestro con le sartie

Un albero maestro resta dritto se le sue sartie tirano in modo uniforme da tutti i lati. Se le sartie anteriori sono lente, quelle posteriori devono tirare più forte perché l’albero non si inclini. L’albero allora sta in piedi, ma sotto tensione continua. Vediamo la testa in modo simile. Se manca l’equilibrio dal davanti, da lingua, osso ioide e pavimento orale, il collo lavora come sostegno permanente.

Per questo secondo noi non basta rinforzare il collo. Chi allena la muscolatura posteriore allena il sistema che è già sovraccarico. L’allenamento isolato della forza di singoli muscoli, per esempio della lingua contro resistenza, allena una prestazione parziale. La pressione della lingua aumenta, ma ciò che accade nel frattempo all’atto della deglutizione stesso è risultato non uniforme in una revisione13. La deglutizione richiede una sequenza, non un valore di forza.

Secondo noi l’allenamento della forza, di regola, non modifica quindi l’interazione di respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa. Come lingua, osso ioide e pavimento della bocca siano collegati al collo lo descriviamo in dettaglio nell’articolo Dolore al collo e alla schiena. Dove la lingua abbia il suo punto di riferimento nella vita quotidiana lo spiega l’articolo sulla posizione di riferimento della lingua.

Mascella e testa

Mandibola e testa si muovono insieme

Le articolazioni della testa non lavorano da sole. Sono collegate con mandibola, lingua e deglutizione in un’unica sequenza.

All’Università di Umeå alcuni ricercatori hanno registrato contemporaneamente i movimenti di mandibola e testa in dodici giovani adulti sani. Ogni movimento della mandibola era accompagnato da un movimento della testa, e il movimento della testa iniziava di regola prima di quello della mandibola5. Gli autori ne hanno concluso che i muscoli della mandibola e del collo vengono attivati insieme, con movimenti simultanei nell’articolazione temporo-mandibolare, nelle articolazioni della testa e nel rachide cervicale.

La testa si posiziona per prima

Prima che la mandibola si apra, la testa si estende leggermente. Il sistema nervoso stabilisce il quadro di riferimento prima che inizi il movimento5.

Il collo cambia la masticazione

Dodici persone dopo un colpo di frusta del rachide cervicale muovevano mandibola e testa con un’ampiezza minore e con una coordinazione temporale alterata rispetto a persone sane6.

Anche la deglutizione ne fa parte

Molte centinaia fino a migliaia di volte al giorno, deglutendo, l’osso ioide si solleva, e con esso lavorano i muscoli della parte anteriore del collo. Secondo noi la deglutizione è quindi anche lavoro per l’equilibrio della testa.

Chi osserva le articolazioni della testa senza mandibola, lingua e deglutizione vede solo una parte del sistema. Perché i disturbi alla mandibola e al collo compaiano così spesso insieme lo leggi nell’articolo sulla DCM, e come è strutturato lo schema di deglutizione nell’articolo su deglutizione e disturbi della deglutizione.

Diagnostica

Quanto è sicura la diagnosi di instabilità cranio-cervicale?

Un’instabilità delle articolazioni della testa sembra un reperto chiaro. I dati degli studi mostrano quanto sia difficile da individuare davvero.

Per il rachide cervicale superiore esiste una serie di manovre con cui i terapisti verificano un’instabilità. Una revisione olandese e belga ha trovato solo cinque studi valutabili. Sette test risultavano positivi abbastanza raramente nelle persone senza instabilità, ma non rilevavano un’instabilità presente con frequenza variabile, e gli intervalli di incertezza erano ampi7. Anche la diagnostica per immagini non porta automaticamente chiarezza.

49%

delle persone con disturbi persistenti dopo un colpo di frusta mostravano alla risonanza magnetica segnali anomali in almeno un legamento alare8

40%

delle persone di controllo senza dolore al collo e senza incidenti mostravano le stesse anomalie, nello stesso studio con 173 persone8

78operati

su 16 lavori ha trovato una revisione sull’instabilità cranio-cervicale nella debolezza del tessuto connettivo. Nessun lavoro raggiungeva un livello di evidenza elevato9

Gli autori dello studio con risonanza magnetica ritengono quindi dubbio il valore diagnostico di tali segnali dei legamenti8. La revisione sulla sindrome di Ehlers-Danlos ha trovato dieci diverse grandezze di misura e nessun consenso su quando sia presente un’instabilità. Raccomanda di fissare chirurgicamente solo quando l’instabilità è chiaramente visibile nella diagnostica per immagini e corrisponde ai disturbi9.

Un reperto descrive come appare un tessuto. Se spieghi i disturbi è una seconda questione. In caso di diagnosi di instabilità cranio-cervicale chiedi quindi su che cosa si basa, se era visibile in immagini funzionali e se corrisponde ai tuoi disturbi.

Intervento

Fondere prima di aver chiarito la causa?

In caso di disturbi poco chiari nella parte alta del collo a volte si parla presto di fusione. Placche, viti e barre fissano allora le vertebre più alte all’osso occipitale.

Per una fusione esistono motivi chiari: una frattura, un legamento rotto dopo un incidente, un reumatismo infiammatorio con atlante allentato, un tumore o deficit di nervi e midollo spinale. Questo non lo mettiamo in discussione. La situazione è diversa quando legamenti e tessuto connettivo vengono giudicati «troppo deboli» senza che nessuno si chieda perché siano diventati deboli.

799operati

su 34 studi ha analizzato una revisione sulla fusione tra osso occipitale e rachide cervicale. Nessuno studio superava la classe di evidenza più bassa, la IV10

33%

eventi avversi dopo l’intervento ci sono stati persino con la tecnica dai risultati migliori, viti con barre10

2,9% all’anno

degli operati, dopo una fusione più in basso nel rachide cervicale, hanno sviluppato nuovi disturbi nervosi nel segmento adiacente, in dieci anni circa un quarto11

L’ultimo numero proviene da fusioni al di sotto delle articolazioni della testa, e gli autori attribuiscono i nuovi disturbi piuttosto a un’usura progressiva11. Indipendentemente da ciò, dal punto di vista meccanico vale: una fusione pone fine al movimento in un segmento, ma il carico non scompare. Per le articolazioni della testa si aggiunge che proprio lì nasce buona metà della rotazione della testa1.

Una fusione risponde alla domanda su come si possa tenere fermo un segmento. Non risponde al perché non venisse più sostenuto.In caso di reperto poco chiaro, secondo noi, bisognerebbe prima allenare il controllo di respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa, prima di prendere in considerazione una fusione. Se un intervento sia necessario per te, lo discuti con lo studio che ti segue.

Sicurezza

Quando far valutare una testa traballante da un medico

Secondo noi molti disturbi nella parte alta del collo sono funzionali. Alcuni segnali indicano però che prima è necessaria una visita.

Dopo un incidente o una caduta

I disturbi sono iniziati dopo un tamponamento, una caduta sulla testa o un incidente sportivo.

Formicolio o debolezza

Intorpidimento, formicolio o perdita di forza a braccia, mani o gambe, un’andatura insicura o problemi con la motricità fine.

Deficit nella zona della testa

Visione doppia, disturbi del linguaggio o della deglutizione, cadute improvvise senza perdita di coscienza o vertigini ruotando la testa accompagnate da questi segnali.

Malattia di base nota

Reumatismo infiammatorio, sindrome di Down, una malattia del tessuto connettivo come la sindrome di Ehlers-Danlos o un precedente intervento al rachide cervicale.

Tremore visibile

La testa trema o annuisce in modo involontario. Va fatto valutare da un neurologo.

Nuovo dolore forte

Un dolore nuovo e intenso al collo o alla nuca, soprattutto con febbre, rigidità del collo o dolore notturno continuo.

Se porti un collare cervicale o sei in trattamento medico o fisioterapico, non sospendere nulla di tua iniziativa e concorda le modifiche con il tuo studio. L’allenamento delle funzioni di base si può combinare con un trattamento.

Allenamento

Allenare l’equilibrio della testa: controllo invece di forza

Se l’instabilità, secondo noi, è di regola un problema di controllo, l’allenamento deve agire sul controllo.

Che il controllo fine del collo si possa allenare lo mostra uno studio randomizzato di Brisbane. 64 donne con dolore persistente al collo si sono esercitate per sei settimane o nel ritrovare in modo mirato la posizione della testa o nell’annuire fine dalle articolazioni della testa. In entrambi i gruppi, in seguito, ritrovavano con maggiore precisione la posizione di partenza, e dolore e limitazioni diminuivano12. Lo studio non esamina il FaceFormer, ma sostiene il principio che il controllo si può allenare.

Nell’allenamento FaceFormer ogni esercizio inizia con il raddrizzamento della testa. Immagina che qualcuno ti tiri delicatamente verso l’alto con un filo attaccato alla nuca. Il collo si allunga leggermente, il mento si abbassa un po’, le spalle seguono da sole.

La curvatura naturale del rachide cervicale resta invariata. Deve poter molleggiare, si riduce solo l’angolo nel passaggio verso la nuca.

Istruzioni dell’app per l’allungamento del collo: in posizione eretta l’angolo tra mento e collo è di circa 90 gradi, flesso o iperesteso si discosta.

Nell’esercizio di base il FaceFormer si trova nel vestibolo orale, dietro le labbra e davanti ai denti. La punta della lingua poggia sul punto di riferimento dietro gli incisivi superiori, respiri con il naso. Stringi il cuneo labiale per sei secondi, mordi brevemente con i molari e deglutisci.

Deglutendo, la depressione attira la lingua verso il palato, e i muscoli del pavimento orale e della parte anteriore del collo lavorano in modo coordinato. Così eserciti respirazione, deglutizione ed equilibrio della testa in un’unica sequenza.

Sezione laterale 3D: FaceFormer nel vestibolo orale, punta della lingua al palato. Il segno alterna tra una posizione della mandibola sfavorevole e una adeguata.
  1. Dal giorno 1

    Raddrizzamento della testa ed esercizio di base

    Tre volte al giorno per pochi minuti con il FaceFormer ZERO. L’app gratuita FaceFormer ti guida.

  2. Da circa la settimana 3

    Esercizio di trazione e notte

    Si aggiunge l’esercizio di trazione. Di notte porti il FaceFormer ZERO non appena l’esercizio di base è acquisito.

  3. Dopo alcune settimane

    Passaggio al ONE

    Di giorno ti alleni con il FaceFormer ONE. Ha la stessa dimensione e forma dello ZERO, solo di materiale più rigido.

  4. Più avanti

    Rotazione per l’equilibrio della testa

    Con la rotazione per l’equilibrio della testa ruoti lentamente la testa di lato, mentre chiusura delle labbra, lingua e respirazione nasale restano invariate. Meglio se concordato con uno studio.

  5. Nell’arco di mesi

    Lo schema si svolge da solo

    Perché le nuove sequenze si svolgano senza pensarci, il manuale degli esercizi calcola da sei a dodici mesi, poi segue un allenamento di mantenimento.

Onestà sui dati degli studi: sull’effetto dell’allenamento FaceFormer sulle articolazioni della testa non esiste uno studio controllato. Studi nostri esistono sulla postura, non sulle articolazioni della testa in sé. Che cosa mostrano e che cosa no lo inquadriamo nella pagina Studi e scienza. Dalla mancanza di uno studio non segue che la correlazione non esista. Segue che non è stata verificata.

Uno schema memorizzato si modifica allenandolo.Secondo la nostra concezione non esiste un’alternativa equivalente all’allenamento delle funzioni di base, perché con questa logica non vediamo altra via per modificare uno schema memorizzato se non allenarlo.

Vita quotidiana

Nella vita quotidiana bilanciare la testa invece di tenerla

01

Raddrizzarsi invece di tirarsi indietro

Non tirare il mento all’indietro e non stringere le spalle. Pensa al filo attaccato alla nuca, il resto segue.

02

Labbra chiuse, lingua in alto, naso aperto

Le labbra sono chiuse senza sforzo, la punta della lingua al punto di riferimento, l’aria passa attraverso il naso. Così la testa riceve sostegno dal davanti.

03

Denti sospesi

Tranne quando mastichi e deglutisci, i denti sono leggermente distanziati. Serrare mette in tensione anche il collo.

04

Schermo all’altezza degli occhi

Regola schermo e sedia in modo che la tua testa sia in equilibrio sopra il corpo e non si sposti in avanti.

05

Ruotare con calma

Ruota la testa lentamente e consapevolmente, invece di guardare di scatto oltre la spalla. I movimenti lenti danno ai muscoli brevi della nuca il tempo di misurare.

06

Non sospendere di tua iniziativa ciò che ti è stato prescritto

Collare cervicale, fisioterapia o farmaci li discuti con il tuo studio. L’allenamento si può combinare con essi.

La parte alta del collo è anche un punto di snodo per nervi che agiscono ben oltre il collo. Maggiori informazioni sul nervo del riposo nell’articolo sul nervo vago, sugli acufeni legati a mandibola e collo nell’articolo sull’acufene.

Domande

Domande frequenti

Che cos’è la «testa traballante»?

«Testa traballante» è un’espressione della vita quotidiana, non un termine tecnico. Di regola si intende la sensazione che la testa non abbia un sostegno sicuro, spesso con dolore al collo, schiocchi nella parte alta del collo e insicurezza nei movimenti della testa. Nei referti si parla di instabilità cranio-cervicale o di rachide cervicale instabile. Un tremore visibile e involontario della testa è un’altra cosa e va fatto valutare da un neurologo.

Quali sintomi danno le articolazioni della testa instabili?

Vengono spesso citati dolore al collo e alla nuca, una sensazione di pesantezza della testa, schiocchi durante la rotazione, tensione alla mandibola e una breve insicurezza nei movimenti rapidi. Questi disturbi compaiono anche senza un’instabilità dimostrabile. Formicolii, debolezza, visione doppia o disturbi della deglutizione vanno fatti valutare a breve da un medico.

Si può vedere un’instabilità cranio-cervicale con la risonanza magnetica?

Non in modo affidabile. In uno studio norvegese con 173 persone, il 49 % delle persone dopo un colpo di frusta presentava segnali anomali nei legamenti alari, ma anche il 40 % delle persone di controllo senza disturbi e senza incidenti. Gli autori ritengono dubbio il valore diagnostico di questi reperti. Più significative sono le immagini in movimento che corrispondono ai disturbi.

Un rachide cervicale instabile deve essere operato?

Solo in caso di reperti chiari, per esempio dopo una frattura, con legamenti rotti, reumatismo infiammatorio, tumori o deficit di nervi e midollo spinale. Senza un’instabilità univoca alla radiografia anche le revisioni chirurgiche raccomandano cautela. Se un intervento sia un’opzione per te, lo discuti con lo studio che ti segue.

L’allenamento della forza per il collo aiuta in caso di testa traballante?

Secondo noi solo in misura limitata. In molte persone i grandi muscoli del collo sono abbastanza forti e, nella testa traballante, lavorano già comunque come sostegno permanente. Ciò che manca è il controllo fine dei muscoli brevi della nuca e l’equilibrio dal davanti attraverso lingua, osso ioide e pavimento orale. Gli studi mostrano che questo controllo fine si può migliorare con esercizi mirati.

Si possono stabilizzare da soli le articolazioni della testa instabili?

Puoi allenare lo schema con cui il tuo sistema nervoso protegge le articolazioni della testa. Nell’allenamento FaceFormer eserciti raddrizzamento della testa, chiusura delle labbra, posizione di riferimento della lingua, respirazione nasale e deglutizione in un’unica sequenza. L’allenamento crea la premessa perché i disturbi possano migliorare. In presenza di segnali d’allarme, fai prima una valutazione medica.

Che cosa c’entra la mandibola con le articolazioni della testa?

Mandibola e testa si muovono insieme. La testa si posiziona già prima che la mandibola si apra, e dopo un colpo di frusta anche la masticazione cambia. Molte persone con disturbi nella parte alta del collo hanno quindi allo stesso tempo disturbi alla mandibola.

Quando dovrei andare dal medico con una testa traballante?

Dopo un incidente o una caduta, in caso di intorpidimento, formicolio o debolezza a braccia o gambe, visione doppia, disturbi del linguaggio o della deglutizione, cadute improvvise, un tremore visibile della testa e in presenza di malattie di base note come reumatismo infiammatorio o una malattia del tessuto connettivo.

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Come proseguire

Dr. Klaus-Jürgen Berndsen
Dr. Klaus-Jürgen BerndsenIdeatore della terapia FaceFormer. Base dei contenuti: il libro «Trust the Triad». Aggiornato a: settembre 2026.

Fonti

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  12. Jull G, Falla D, Treleaven J, Hodges P, Vicenzino B (2007). Retraining cervical joint position sense: the effect of two exercise regimes. Journal of Orthopaedic Research 25(3):404-412. PMID 17143898. Fonte
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